Radio Immagina per un confronto su politica, cultura ed economia

14 Giu 2021 | Casi d'uso

Sintesi dell’articolo generata con M-Caster Publisher

 

All’inizio del 2021 hanno preso avvio le trasmissioni di Radio Immagina, come parte dell’offerta di Immagina.eu, iniziativa editoriale del Partito Democratico. Radio Immagina è nativamente digitale e sin dall’apertura ha utilizzato la combinazione di streaming audio 24 ore su 24, podcast e dirette Facebook durante i talk con gli ospiti. Ha iniziato le sue trasmissioni in concomitanza con la crisi di governo, il 20 gennaio, e si è ritagliata una buona fetta di ascoltatori. Ne parliamo con Stefano Minnucci, responsabile del progetto digitale.

 

Il progetto Immagina e Radio Immagina

 

Come si inserisce Radio Immagina nel progetto di Immagina.eu?

«L’esigenza dell’editore era quella di avere un nuovo strumento di informazione e comunicazione, che al tempo stesso potesse stimolare il confronto e soprattutto includere l’ascolto delle varie istanze che provengono dai territori. Serviva uno strumento diretto e trasversale e alla fine si è arrivati a Radio Immagina, a un anno di distanza dalla creazione della piattaforma Immagina.eu, contenitore soprattutto di articoli testuali. Ora l’idea è quella di inglobare la parte testuale all’interno di tutti i contenuti audio prodotti, eliminando via via gli articoli in senso stretto. Con l’obiettivo di creare quindi un unico prodotto audio accompagnato da una parte di testo, che di fatto rappresenta anche l’hub per la condivisione e l’indicizzazione dei contenuti sul web».

Qual è il profilo del target di Immagina?

«Il nostro target principale è chiaramente l’opinione pubblica in qualche modo legata ad istanze progressiste e liberali. Mi riferisco soprattutto a donne e uomini adulti, tendenzialmente con un grado di istruzione medio-alto e che hanno interessi nel mondo della politica, italiana ed internazionale, della cultura e dell’economia. Ma una parte del palinsesto è pensata anche per una fascia d’età più giovane. E il fatto di avere una proposta variegata anche dal punto di vista dei mezzi di diffusione è funzionale alla necessità di andare ad intercettare sia il pubblico che usufruisce del mezzo radiofonico in maniera tradizionale, sia chi utilizza invece i social e le piattaforme principali di condivisione audio per informarsi e approfondire i propri interessi».

 

Aspetti editoriali

 

Com’è organizzato il palinsesto di Radio Immagina e quali sono i temi portanti?

«Al momento abbiamo due finestre giornaliere di diretta, dal lunedì al venerdì. La prima è alle 14 ed è orientata soprattutto ai temi di attualità politica ed economica. Una mezz’ora densa di ospiti e contenuti, seguita subito dopo da Mappamondo, altri 30 minuti di trasmissione dedicati in questo caso ai temi di politica estera».

«La seconda fascia di diretta inizia invece alle 18 con Piazza grande. Si tratta di un contenitore più generalista, legato a un maggiore approfondimento. È uno spazio condotto anche da due volti noti della tv, Giuliano Giubilei il lunedì e Stefano Balassone il venerdì. Nel resto della giornata trasmettiamo rubriche, interviste e tanta buona musica. Tra le rubriche è interessante sottolineare la presenza di Good Night and Good Luck, perché è un prodotto costruito e ragionato per essere fruito più come un podcast vero e proprio, quindi con inserti musicali, brevi interviste, una narrazione di fondo. Diverso quindi dalle dirette quotidiane che poi diventano un contenuto audio disponibile on demand. C’è poi la rubrica settimanale curata da Alessandra Barberis, interessante visto il momento storico di transizione ecologica che stiamo vivendo, tutta dedicata alle persone che amano la natura e si fanno domande sull’impronta ecologica: ogni puntata affronta un argomento legato al tema del rapporto degli umani con la natura e le sue risorse. Da sottolineare anche la rubrica curata da Francesco Rea, che parla di innovazione e scienza. Insomma di contenuti ce ne sono».

Radio Immagina ha avuto sin dai primi giorni un notevole numero di ascoltatori forte anche di un’eco mediatica importante. Quali sono i programmi più seguiti? E gli argomenti che stimolano maggiore interazione da parte del pubblico?

«È interessante notare come i maggiori ascolti si concentrino sui programmi in cui c’è interazione con gli ascoltatori. In particolare penso al Filo diretto con il segretario del Partito democratico Enrico Letta, uno spazio che due volte al mese prende il posto di Ora di punta. Lì gli ascoltatori possono rivolgere al leader dem le proprie domande via social, WhatsApp e telefonicamente. E devo ammettere che ne arrivano davvero tante. È chiaro come un ospite così di rilievo alzi facilmente gli ascolti, ma numeri alti li vediamo anche quando apriamo i microfoni delle altre trasmissioni come Ora di punta e Piazza grande».

 

 

Radio Immagina e il Digital Audio

 

Open Radio fornisce il servizio M-Caster Pro, con cui Radio Immagina ha automatizzato la produzione dei podcast come catch-up del contenuto radiofonico. Dove avete scelto di rendere ascoltabili i vostri programmi on demand e perché?

«Il processo che è stato messo a terra per la diffusione dei podcast è molto interessante perché rende i contenuti trasversali e accessibili a tutti attraverso un semplice click. E questo in effetti è stato molto facilitato da Open Radio, con M-Caster Pro. È tutto automatizzato: le dirette una volta terminate approdano in un server che le trasforma in singoli contenuti fruibili sulla piattaforma Immagina.eu, sulla nostra App disponibile su Android e iOS, ma anche su piattaforme terze. Tutti i prodotti realizzati vengono infatti distribuiti, sempre tramite automatizzazione, su Spotify, Apple Podcasts e altri aggregatori. Da qualche settimana abbiamo implementato anche le applicazioni Alexa Skill e Google Action per fare in modo che tutti i contenuti siano accessibili anche sui due assistenti vocali più diffusi: Alexa di Amazon e Google Assistant di Google. D’altra parte l’intero settore della radiofonia sta attraversando una fase di profonda trasformazione tecnologica e digitale ed è importante farsi trovare pronti».

«Quanto alle dirette – prosegue Stefano Minnucci -, oltre al sito web Immagina.eu trasmettiamo sulle principali App aggregatrici di radio, come FM-world, sulla nostra App e, per quanto riguarda alcuni contenuti, anche in frequenza FM, grazie ad appositi accordi. Un ulteriore aspetto su cui puntiamo sono chiaramente i social, soprattutto Facebook, visto che in quel caso si possono trasmettere contenuti anche video. Sottolineo da questo punto di vista che la visual radio sta prendendo sempre più piede in Italia: secondo un recente rapporto del Censis sono infatti 19 i milioni di italiani adulti che seguono i programmi radiofonici attraverso uno schermo TV, PC o smartphone».

 

Radio Immagina e il Broadcast

 

Alcuni dei vostri contenuti si prestano anche come programmi tematici per la radio tradizionale. C’è qualche legame o progetto per la diffusione in modalità broadcast? Emittenti FM affiliate, o ad esempio un canale DAB di proprietà?

«Sì, è vero. Alcune delle nostre produzioni sono pensate e realizzate nell’ottica di una programmazione tradizionale. Un po’ è legato alla natura dei temi che trattiamo e al tipo di ospiti che abbiamo. Un po’ è una scelta a livello di format, dal momento che abbiamo sottoscritto una serie di intese con molte radio locali, come accennavo prima. Alcuni dei nostri programmi sono stati trasmessi contemporaneamente da oltre 30 emittenti locali sparse per il territorio nazionale. Al momento, tuttavia, la nostra è una webradio pura, senza frequenze FM o digitali. Per questo l’interazione con le radio locali, interessate ai nostri contenuti quando per esempio intervistiamo personaggi politici di rilievo, è un ottimo veicolo di diffusione per noi, sia dei contenuti stessi sia del brand della radio. In futuro l’idea è quella di svilupparsi anche in maniera maggiormente autonoma e stiamo anche ragionando su un canale DAB+ di proprietà, ma da questo punto di vista dobbiamo ancora valutare bene il da farsi, anche in funzione di come si sta muovendo il settore».

 

Uno sguardo al futuro

 

Quali pensi saranno i passi futuri della radio in generale?

«Quello di cui sono sicuro è che ormai siamo entrati in quella che molti definiscono l’età dell’oro dell’audio. I dati ci dicono che molti giovani si informano tramite questo mezzo, usando la cuffia mentre passeggiano. Ed è anche a loro che stiamo pensando nella costruzione di nuove trasmissioni. Ma quel che è certo è che la radio rimane un fenomeno di massa, accessibile e trasversale per età, condizione economica e status sociale. D’altra parte sono i dati a parlare in maniera chiara. Se pensiamo ad esempio agli Stati Uniti i numeri ci dicono che la radio continua ad essere il mezzo di comunicazione numero uno, toccando 223 milioni di americani ogni singola settimana, dato che rappresenta il 70% della popolazione. E nel nostro Paese, secondo il rapporto del Censis che ho citato prima, sono ben 41 milioni gli italiani che seguono programmi radiofonici, di cui 27 milioni su dispositivi alternativi all’apparecchio tradizionale e all’autoradio. In tutto questo i podcast a mio giudizio aumenteranno sempre di più il loro spazio di diffusione, ora in Italia vengono ascoltati da circa il 20% della popolazione, che non è affatto poco. Si tratta di un fenomeno che negli ultimi anni è praticamente esploso e sono convinto che continuerà il suo trend verso l’alto. Semplicemente perché è immediato e perché permette di scegliere in qualsiasi momento il palinsesto da ascoltare, pensiamo ad esempio all’evoluzione di Netflix e similari. Chiaramente sarà tutto strettamente collegato allo sviluppo tecnologico e quindi all’aumento delle occasioni di consumo. Staremo a vedere. Siamo nel bel mezzo di una rivoluzione da questo punto di vista e siamo molto curiosi di capire che direzione prenderà il settore. L’importante è che sia una strada democratica e accessibile a tutti».

Risorse impiegate

M-Caster

Distribuzione automatica multi piattaforma.

w

Skill e Action

Software per Alexa e Google Assistant.

Touchpoint collegati

Proprietà dell'editore

Sito Web immagina.eu

z

Smart speaker

Smart speaker (serie Amazon Echo, serie Google Home, Nest ecc.).

Smartphone, tablet e altri device

Dispositivi con Alexa e Google Assistant.

Aggregatori di podcast

Spotify, Apple Podcasts, Google Podcasts e altri.

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